venerdì 10 gennaio 2014

Origine del primo fiore della storia

Amborella trichopoda
Charles Darwin non conosceva la ragione: la apparizione sulla Terra dei vegetali e dei fiori e la loro assurda espansione raffigurava un ‘riprovevole mistero’ agli occhi del padre della teoria sull'evoluzione. Oggi la risoluzione arriva dalla ereditarietà: la prima pianta completa del Dna dell’Amborella trichopoda, un fossile vivo delle piante da fiore, ha difatti scoperto che la loro inizio si deve ad un caso di riproduzione dell’intero genoma capitato 200 milioni di anni fa. Gli emersi sono chiariti in uno studio mondiale svelato su Science.
L’Amborella è una microscopica pianta ramificata con fiori color crema che vive solo in Nuova Caledonia nell'oceano Pacifico. Si tratta dell’unica a rimanere viva di un’antica linea evolutiva che riporta apertamente ai antenati di tutte le piante da fiore. Per tale l’analisi compi del suo Dna è diventato il imparziale di una task-force internazionale, chiamata Amborella Genome Project, che aspira ricostruire lo sviluppo evolutivo che ha portato alle oltre 300 mila varietà di fiori oggi vive sul nostro Pianeta. Un indagine molto vasta, che però potrà soccorrere a affinare la piantagione delle specie più sparse in agraria.
Una prima e rilevante risposta viene dal sequenziamento integro del genoma misurato nel nucleo delle cellule dell’Amborella. La scomposizione prova che la nascita dei fiori si deve ad un fatto di copia dei geni accaduto circa 200 milioni di anni fa: alcuni geni fotocopiati sono stati smarrii nel tempo, mentre altri portano nuove funzioni, incluso quelle basilari per la crescita dei fiori. In un secondo studio, diffuso sempre da Science, gli investigatori dell’università dell’Indiana rivelano invece la serie del Dna contenuto nei mitocondri delle cellule dell’Amborella. I risultati provano che nel tempo sono entrati a farne parte anche molti geni di muschi e alghe verdi che esistono in stretta unione con il vegetale.


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